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Chakra Medicine Naturali Disturbi del
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devozionale



Prima parte

Il Canto devozionale come disciplina spirituale

“ ...Dio non può resistere al canto che sgorga dal cuore dei suoi Devoti. Diventa "Uno" con essi. Non c'è forma di adorazione che abbia lo stesso effetto come quella di cantare sentitamente dal cuore la gloria di Dio. E' sufficiente cantarla mentalmente. Fate che la musica sia il passaporto per immergerVi nel Divino. La musica è un dono di Dio."

Non avete bisogno di cercare l'Amore in giro. E' tutto dentro di Voi. Se veramente desiderate sperimentare Dio, dovete tenere in mente sempre i Nomi di Dio. Piangete lacrime di devozione di fronte la figura del Signore. Allora sperimenterete il Signore.

Riempite la Vostra mente di Amore. Anche quando siete presi dalle Vostre faccende quotidiane, considerate le Vostre azioni come offerte a Dio. Dio è onnipresente. Vedete Dio in tutti gli esseri e in tutte le cose. Lasciate che l'Amore cresca nei Vostri cuori come la luna piena....”

(Dal Discorso Divino del 23 Novembre 1996).


Baba introduce sempre i Suoi discorsi con un breve canto melodioso e in questo esempio che Sai Baba ci da possiamo scorgere come il canto è connesso con il Cuore, con l'essenza Divina del puro Amore.

La musica, non ha forma, il disegno armonico si compone di dissonanze e consonanze, funzionali le une alle altre, che si alternano nel Silenzio che le contiene. Per questo è definita lo specchio dell'Universo e la sua essenza non la si può comprendere tanto nella mente quanto nel cuore.


Perché cantare i bhajan?
Sai Baba sottolinea spesso il fatto che la musica è uno dei principali canali per l'evoluzione dell'uomo e ci porge la "gemma" del canto devozionale come strumento per l'espansione del cuore e la purificazione della mente.

Anche se cantare il nome di Dio è già in sé un atto che comunque ci connette a Lui, indipendentemente dal grado di consapevolezza con cui viene fatto, il primo approccio dovrebbe partire dalla ferma convinzione che il canto devozionale (specialmente di gruppo) è uno strumento fondamentale atto ad espandere quella vibrazione di puro Amore che è silenziosamente presente nel nostro cuore. E’ perciò di primaria importanza avere presente che attraverso il canto devozionale possiamo entrare in contatto con la parte più profonda del nostro Essere che è Lui : puro Amore.

Attraverso il canto dei bhajan vengono coinvolte e armonizzate tutte le qualità dell'uomo (guna).

TAMAS - il corpo

Al contrario di quanto siamo portati a pensare comunemente, nel canto sono coinvolti non solo polmoni e corde vocali ma tutti gli organi che vanno dai genitali alle cavità di risonanza.

RAJAS - Il sentimento

Le vibrazioni rajasiche presenti nell'uomo, (i sentimenti e le passioni) vengono offerte a Dio nell'intento dell'atto devozionale.

SATTVA - Il mantra

E' l'intento nella disciplina e l'offerta del canto al Signore.

Pronunciare il Nome di Dio (Namasmarana) fa risuonare la Sua presenza in noi.

La musica, in oltre, fa parte dell' aspetto satvico proprio perché non ha forma e riflette un ordine superiore.

Lo scopo di tutte le discipline spirituali è quello di favorire la realizzazione della nostra Realtà ultima, l'Atma.

Nella musica, il principio dell'armonia si fonda sulle relazioni dinamiche fra la combinazione di eventi sonori che si esprimono nella simultaneità (accordo) e nel tempo (ritmo e melodia). Tensione e riposo, dissonanza e consonanza., piano e forte, battere e levare, sono gli elementi principali (duali) che costituiscono queste relazioni.

Leggendo un trattato di armonia musicale (Paul Hindemit ecc.) si ha spesso la sensazione di scorgere degli insegnamenti spirituali.

Nell'osservazione attenta di un'armonia musicale, possiamo così avere la percezione di come noi stessi possiamo essere la stessa musica che anima tutto l'Universo e che ogni elemento svolge la sua precisa funzione.

Per avere chiari gli obiettivi principali di questa pratica, cercheremo via via di approfondire le "linee guida" che Baba stesso ci ha dato e che possiamo ritrovare nei nostri Bhajanavali.


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Vibrazione, potenza Divina
" Quando tutti i partecipanti cantano un bhajan all'unisono, quali sacre vibrazioni e quanta energia Divina vengono prodotte. Quando queste vibrazioni riempiono il mondo, quali cambiamenti non si possono effettuare! Quando si canta da soli, il cuore si fonde con il canto. Ma quando molti cantano insieme esso acquista una Potenza Divina"

Tutto ha origine dal suono primordiale (Pranava) persino le emozioni e, perché no, anche il Karma, non è forse la risonanza ad una vibrazione prodotta dall'azione?


Cos'è la vibrazione?
Ci sono tanti tipi di vibrazione e appartengono allo stesso principio.

Per vibrazione si intende: OSCILLAZIONE - Alternanza di Positivo e Negativo intorno ad un punto 0. Sul principio della vibrazione si basa la fisica quantistica che definisce la struttura della materia come attività vibrazionale data da campi energetici positivi e negativi.

Se nell'uomo non esistesse già qualcosa che risuona alla musica, essa non avrebbe ragione d'essere.

Perché c'è una musica che ci rende allegri, una musica che ci fa sentire malinconici, un' altra che risveglia in noi un senso di innamoramento ecc.?

Si può parlare di principio delle "risonanze" e dire che la base del nostro essere é Suono e che, come già accennato, le emozioni stesse sono "risonanza". Se qualcuno ci fa un torto e noi di conseguenza ci arrabbiamo, non abbiamo fatto altro che risuonare alla vibrazione del torto.

L'invito di Sai Baba a parlare dolcemente e a fare il bene, ne trova in questo contesto una piena conferma.

"Il canto del bhajan è una buona disciplina per tenere lontani "Kama" e "Kroda" (tendenze demoniache). "Kama" è il desiderio del piacere fisico, del potere, della fama, della ricchezza e del sapere. "Kroda" è l'ira che scaturisce dai desideri vanificati. In questa era di ansia e paure, il ricordo del Signore e la ripetizione del Suo Nome sono i soli mezzi per giungere alla Liberazione che è accessibile a tutti."

Come esiste una risonanza ad una vibrazione, azzardiamo che possa esistere una risonanza contraria ad una non-vibrazione; Kama e Kroda compaiono negli esseri umani quando essi non sono in contatto con la loro vibrazione reale: l'Amore.

Il canto dei bhajan svolge la funzione di riattivare questa vibrazione facendo così svanire Kama e Kroda come neve al sole.

E' superfluo affermare che l'Amore sia la più potente delle vibrazioni.


Primi risultati della pratica dei bhajan
"I bhajan sono un'esperienza esaltante e devono riempire i partecipanti di pura energia ed elevato entusiasmo."

"Ciascun bhajan renderà la mente pura, libera dalla passione e più forte nella fede"

Nella pratica di gruppo possiamo sperimentare la Divinità trascendendo il senso di individualità ed è evidente che tutto questo richiede un approccio diverso da quello più frettoloso e un po’ egocentrico al quale siamo abituati.

L'Amore é un'istanza di tutti gli uomini, ma quanti riescono ad esprimere liberamente questa potente vibrazione? Perché nel nostro canto che è espressione d'amore c’è tutto questo pudore? Cosa temiamo di noi stessi?

Nell’arco di un anno, molte delle persone che hanno frequentato la scuola bhajan hanno potuto constatare notevoli miglioramenti sul piano vocale-musicale ma soprattutto in una maggiore spontaneità nei rapporti umani e in uno spirito di gruppo particolarmente carico d’amore.

Veracità, immediatezza, spontaneità e spirito di cooperazione sono le prime gemme che il Canto Devozionale dovrebbe restituire.


Bhajan come disciplina spirituale
"Cantare i bhajan è una Sadhana per tutti coloro che ne prendono parte."

"Al fine di salvaguardare la concentrazione dei presenti, i ritardatari dovrebbero prendere posto nelle file posteriori aspettando che prima venga ultimato il bhajan in corso."

" Durantel'esecuzione dei bhajan, evitare di guardare gli altri, sorridere o salutare, è un atto d'amore e di rispetto nei confronti di tutti i presenti."

Di queste regole poche sono quelle delle quali dimostriamo piena consapevolezza, soprattutto per ciò che riguarda gli aspetti legati, come Sai Baba ci insegna, alle "tre D": DISCIPLINA, DOVERE e DEVOZIONE.

Per chi è vissuto per molto tempo imprigionato nelle gabbie della mente, il canto rappresenta sovente un momento altamente liberatorio fine a se stesso e in se non c'è niente di male. Le regole della pratica riflettono l'ordine armonico peculiare della musica e non servono a frustrare un momento di gioia bensì ad arricchirlo di maggiore consapevolezza.

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