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Il Tai chi chuan è un'antica arte marziale
interna che si basa sulla pratica di movimenti lenti e rilassati.
Il
Tai-chi nasce in seno al Taoismo rispecchiandone i principi
fondamentali e la profonda visione della vita: la ricerca dell'armonia
degli opposti, l'equilibrio tra le forze positive e negative
( Yin e Yang ) ed il contatto con l'energia universale, il "chi".
Per questo non è rimasta solo un'arte marziale ma è evoluta
in una disciplina spirituale, una meditazione in movimento.
Tecnicamente il Tai-chi-chuan è costituito da una "forma" tramandata
da secoli, che è composta da 108 movimenti, simulanti un combattimento.
Ad un osservatore esterno il Tai-chi potrebbe sembrare una danza
o un semplice esercizio fisico. Solo a chi lo pratica, potrà
svelare la sua vera essenza. La lenta e precisa ripetizione
dei movimenti, morbidi ed armoniosi ma pieni di forza ( non
dimentichiamoci che è un combattimento ), conduce la mente ad
uno stato di concentrazione profondo, di silenzio interiore.
I
nomi delle figure che si susseguono al ritmo cadenzato del respiro
sono di varia natura, originati da analogie con animali (scimmia,
serpente, airone, gallo, tigre, etc.) o cose ( nuvola, liuto,
etc. ) o azioni ( afferrare il passero per la coda, cercare
l'ago in fondo al mare, etc. ).
Questi nomi suggestivi richiamano immediatamente l'immagine
rassomigliante al movimento che il praticante sta effettuando,
quasi un'identificazione con esso, e ne facilitano l'apprendimento
mnemonico.
STORIA DEL TAI CHI CHUAN
Il
nome Tai Chi Chuan è relativamente moderno, il suo nome antico
era Mien Quan, pungo di cotone.
La sua traduzione è "Essenza suprema" o "Ultimo supremo", (da
Tai = supremo, più grande e Chi = altissimo, ultimo, definitivo,
sommità; il termine Tai nelle costruzioni designa il "vertice"),
detto anche "Boxe delle ombre" o "Arte della divina salute".
Ogni esagramma rappresenta una azione o una posizione e nelle
forme di Tai Chi vengono rappresentati tutti i 64 esagrammi.
Si dice che Chan San Feng creò una combinazione di 13 posizioni
dove veniva rappresentato l'intero ciclo vitale, con il Cielo
che nutre la Terra, l'Uomo che è il tramite, la Terra che dà
i suoi frutti: queste posizioni si ritrovano in tutti gli stili
di Tai Chi Chuan.
Dopo Chan non si hanno più grandi notizie circa l'evoluzione
del Tai Chi, il quale riappare nel 16° secolo nelle montagne
del Wutan tra l'Honan e Hopei, in un villaggio che verrà poi
chiamato Chen Chia Kou (villaggio della famiglia Chen) con il
M° Chen Wang Ting (1580 d.C.) dal quale si diparte la cronologia
della famiglia Chen, da cui lo stile "Chen".
Dallo stile Chen nasce poi lo stile Yang, con il M° Yang Lu
Chan (chiamato anche Yang Fu Kuei, 1799 d.C.-1872 d.C.), il
quale riuscì ad imparare il Tai Chi facendosi assumere come
servitore da un ricco signore di Pechino, il quale aveva fatto
giungere da Chen Chia Kou un grande maestro di Tai Chi, Chen
Jia Fou, perché insegnasse lo stile ai propri figli.
Non dopo molto il Maestro si accorse di essere costantemente
spiato durante le lezioni, scoprì il nascondiglio di Yang, al
quale impose di dimostrare cosa avesse imparato; Yang si dimostrò
superiore agli allievi, venne accettato come allievo e poi inviato
a Chen Chia Kou per migliorare la sua tecnica. Nel villaggio
incontrò il M° Chen Chan Hising (allievo di Chen Ping Wang,
uno dei tre figli di Chen Wang Ting), con il quale perfezionò
lo stile, che nel frattempo si era diviso in due rami: il vecchio
(o scuola vecchia) ed il nuovo (o scuola nuova).
Yang tornò poi a Pechino dopo aver studiato le due scuole per
fondare il suo stile di Tai Chi: lo stile Yang, in questo periodo
si guadagnò il titolo di Yang Wu Ti o Yang L'insuperabile.Grazie
al M° Yang il Tai Chi diviene famoso e conosciuto in tutto il
mondo, prima come arte di salute e longevità, poi come arte
marziale e pratica per il potenziamento dell'energia interna.
Dal suo stile nasceranno poi le più importanti derivazioni del
Tai Chi oggi esistenti: Woo, Wu, Hon, Mo.
Come il Tai Chi sia effettivamente nato non è molto chiaro,
c'è chi pensa sia anteriore a Chan San Feng e che quest'ultimo
sia solo uno dei primi codificatori ufficiali; di certo è che
la teoria taoista su cui si basa è di molto più antica. La leggenda
vuole che siano tre le possibili ipotesi di nascita del Tai
Chi, ma tutte ad opera di Chan:
- attraverso un sogno che poi messo in pratica diventa una efficace
forma di lotta;
- attraverso la meditazione sugli elementi (Tzu Chan Ying Shu)
ed in particolare sui mutamenti del cielo e delle nuvole;
- attraverso l'osservazione di un combattimento tra una gru
ed un serpente (nella simbologia taoista rappresentano Yin-Yang).
Al di là delle effettive origini del Tai Chi, approfondibili
con l'analisi dei testi specifici, per il momento è interessante
notare come la filosofia taoista trovi una delle sue massime
espressioni nel movimento Tai Chi Chuan, come se per dare la
più ampia dimostrazione della loro filosofia i saggi Taoisti
si siano adoperati nella creazione di una serie di movimenti
e tecniche in accordo con il Tao e le sue leggi.
In accordo con la cosmologia taoista che si diparte dal Wu Chi
per dare inizio alla vita in tutto il cosmo.
L'integrazione con l'universo, l'equilibrio delle energie, l'armonizzazione
del Ch'i Yu e Ch'i Ren sono alla base dell'attività del Tai
Chi Chuan, al fine di permettere all'uomo di entrare in contatto
con la propria energia vitale, sfruttando il principio del Wu
Wei, la "non azione", non intesa come assenza di movimento,
ma come partecipazione al ritmo cosmico.
Senza interferire con le normali armonie universali, l'uomo
ne prende parte rendendosi parte partecipe dell'Energia che
fluisce e in questo è riposto uno dei più grandi segreti del
potere del Ch'i (energia interna).
Tutto il movimento è fondato sul controllo del "pieno e del
vuoto" con il baricentro energetico situato nel Tan Tien, cedevolezza
e sfruttamento della forza dell'avversario, assenza di contrazione
muscolare e "struttura" della posizione e delle tecniche sono
alla base di quest'arte marziale interna.
Di esso fanno parte integrante tutti gli esercizi di Kong Fou,
di Tao Ying, Ngan Mo e di Chi Kung, come avviene per gli altri
stili interni (Pa Kua, Hising I ecc.).
Di Tai Chi si comincia a parlare verso il 13° secolo (1200 a.C.)
durante la dinastia dei Sung (divisa in Sung settentrionali
960-1126 e poi Sung meridionali 1126-1279) grazie al monaco
taoista Chan San Feng (Zhan San Feng) considerato da molti,
al pari di Ta Mo nel buddismo, il padre del Kung Fu interno.
Egli si ispirò all'I King, mettendo in relazione il continuo
fluire degli eventi e degli elementi naturali rappresentati
dai 64 esagrammi, con movimenti ed azioni prestabilite e concatenate
senza soluzione di continuità; proprio come appare nella struttura
del libro dei mutamenti, dove le due linee principali si combinano
nei quattro simboli binari, poi negli otto simboli ternari e
infine nelle sessantaquattro immagini per svelare i meccanismi
che muovono l'universo.
Uno studio importante è quello del Tui Shou (spingere con le
mani) con il quale si mettono in pratica i principi dello stile
con un compagno; è diviso in cinque esercizi di base ed in un
prestabilito di coppia.
L'addestramento al Tui Shou è fondamentale per una corretta
pratica ed applicazione marziale del Tai Chi Chuan, spesso lavorato
in veri e propri tornei e sfide.
Stile YANG
Per quanto riguarda più specificatamente il Tai Chi Chuan stile
Yang, esistono diverse forme con le armi, ma per quanto riguarda
le forme a mano nuda, ne esiste una che racchiude tutto il bagaglio
tecnico dello stile; si possono trovare molte varianti di questa
forma, più o meno tradizionali e ciò dipende dai vari maestri
che hanno personalizzato lo stile per adattarlo al proprio modo
di muoversi.
La forma tradizionale "Ta Lu Tai Chi Chuan" (grande forma di
Tai Chi") o "Kung Chia" (esercizio a solo) si divide in tre
parti: Terra - Uomo - Cielo, con le quali si evidenzia il Tao
universale ed in accordo ad esso il Tao dell'Uomo che si realizza
nello "spazio mediano tra Cielo e Terra".
La prima parte porta al rilassamento; la seconda al controllo
della respirazione; la terza alla concentrazione.
E' composta di 108 posizioni, 85 sequenze, 270 movimenti e 384
applicazioni. La sua esecuzione è lenta e costante, seguita
dalla respirazione.
Stile CHEN
Può essere definito come il primo vero e proprio stile di Tai
Chi, se ne hanno notizie già dalla dinastia Sung con il monaco
Chang San Feng, notoriamente conosciuto come il fondatore dello
stile, fino ad arrivare alla dinastia Ming, con maestri molto
importanti. Li Sian Fang e Wang Ming, temuti per la loro tecnica
nel combattimento, il primo interpretò le 13 posizioni nell'uso
della kim è tra i pochi ad aver spiegato l'uso del Ch'i nel
Tai Chi Chuan a quei tempi.
Poi abbiamo il M° Chen Wang Ting, nobile e comandante militare
nella regione dell'Honnan (forse allievo di Li Jian Fang), famoso
per la sua scuola e ritenuto il primo vero fondatore di una
scuola di Tai Chi. |
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