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ALCUNI LUOGHI
DI PELLEGRINAGGIO - INDIA e DINTORNI
La
zona dell'Himalaya hot
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La
catena montuosa dell'Himalaya è composta dalle montagne più
alte della Terra e comprende numerosi luoghi sacri, tra cui
anche le fonti dei fiumi sacri Gange (Gangotri), Yamuna (Yamunotri)
e Sarasvati; alcuni di questi luoghi santi sono attualmente
su territorio indiano, altri fanno parte del Tibet (e quindi
sotto il controllo della Cina) o del Nepal, come il fiume
Gomati dove si trovano le Salagrama shila. Le città sante
di Hardwar e Rishikesh sono famose come dimora di yogi
Shivaiti e pullulano di ashram di vari gruppi
spirituali.
Al
centro dell'Himalaya, sorge il monte Kailash, dimora di
Shiva e Parvati, luogo inaccessibile e meraviglioso, ma ad
altitudini minori ci sono altri famosi templi, come
Badrinath (la dimora di Nara Narayana), Kedarnath, Amarnath
(con il famoso Shiva linga di ghiaccio), e il lago Manasa
Sarovara, che è ogni anno meta di un pericoloso e difficile
pellegrinaggio al quale partecipano migliaia di
persone.
Ai
piedi dell'Himalaya si trova Ayodhya, la famosa città santa
patria dell'avatara Ramachandra, le cui avventure sono
narrate nell'epopea storica Ramayana.
Uttar
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Delhi,
al centro dell'Uttar Pradesh, è l'antica Hastinapura, la
città dei re e degli elefanti, che fu al centro della
storia indiana fin dai tempi di Maharaja Yudhisthira, circa
5000 anni fa. Nei pressi di Delhi c'è il famoso campo di
Kurukshetra, dove si svolse la battaglia narrata nel
Mahabharata e dove fu enunciata la Bhagavad gita, il testo
sacro più famoso e amato dell'India.
Sempre
collegati con le avventure di Krishna sono Mathura e
Vrindavan, rispettivamente il luogo dell'apparizione di
Krishna (i cui genitori, Vasudeva e Devaki, erano stati
ingiustamente imprigionati dal malvagio fratello di Devaki,
Kamsa, al quale era stato predetto che sarebbe stato ucciso
dall'ottavo nipote) e il luogo dove Krishna venne nascosto
alla nascita e dove rimase per 16 anni come figlio adottivo
del re dei pastori, Nanda Maharaja, svolgendo attività
meravigliose e affascinanti, distruggendo parecchi esseri
demoniaci e giocando con pastorelli e pastorelle nelle
foreste attorno al fiume Yamuna. In particolare, a
Vrindavana si trova la collina Govardhana, fiancheggiata dai
due famosi laghetti Radhakunda e Syamakunda, i luoghi più
sacri della tradizione della bhakti (amore e devozione per
Dio). La danza rasa di Krisnna con le gopi è stata
rappresentata in innumerevoli dipinti, spettacoli teatrali,
spettacoli di danza, poesie e altri mezzi artistici.
Varanasi
(Benares), la città più antica del mondo, è sacra
all'adorazione di Shiva, che viene adorato in numerosi
templi ma soprattutto nel tempio di Vishvanatha, dalle
cupole d'oro. Varanasi è anche famosa per i suoi studiosi
(e per la maggiore università di sanscrito e studi vedici),
gli astrologi e i dotti sacerdoti che si impegnano
nell'adorazione rituale. Nei pressi di Varanasi si trova
Gaya, dove tradizionalmente i seguaci della cultura vedica
si recano per adorare Vishnu e presentare agli antenati le
offerte rituali.
L'antichissima
città santa di Prayag (nello stato dell'Uttar Pradesh) è
sempre stata considerata un centro di cultura e religione
durante i numerosi millenni della storia indiana, e come
tale fu presa particolarmente di mira dagli invasori
musulmani sudditi dell'imperatore Akbar, che ne
trasformarono addirittura il nome in Allahabad ("la
città di Allah"). Nelle scritture vediche viene invece
chiamata Prayag, Prayag Raja o Tirtha Raja, che significa
"il più importante tra i luoghi dove si celebrano
sacrifici". Sulle rive del Gange si trovano quattordici
prayaga (luoghi di celebrazione di sacrifici rituali), e
Allahabad è sempre stata considerata il più importante,
tanto che secondo il Mahabharata persino il signore Brahma,
il creatore dell'universo, vi celebrò un grande
sacrificio.
Come
narra il Ramayana, durante il Treta yuga il Signore
Ramachandra, insieme con Sitadevi e Lakshmana, trascorse
diversi giorni nell'ashram del saggio Bharadvaja, nei pressi
della confluenza dei tre fiumi, il Triveni sangam, prima di
partire per l'esilio che sarebbe durato quattordici anni. A
circa 132 km da Prayag si trova Citrakuta, la seconda tappa
dell'esilio di Ramachandra, dove il Signore soggiornò per
diversi anni.
Circa
5000 anni fa, i cinque Pandava accompagnati dalla moglie
Draupadi e dalla madre Kunti, visitarono Prayaga, come
descrive il
Mahabharata (Vana Parva) prima di impegnarsi nella famosa
battaglia di Kurukshetra per difendere il regno dai malvagi
cugini, i figli di Dhritarastra. L'epica battaglia di
Kurukshetra segnò l'inizio dell'era di Kali, l'epoca di
discordia e ipocrisia nella quale ci troviamo attualmente.
Gujarat
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Come
abbiamo detto in precedenza, alla storia di Krishna è
legata anche Dvaraka, la città sacra costruita da Krishna e
dal fratello Balarama per la propria dinastia (Yadu), dove
andarono a vivere con Vasudeva e Devaki e tutta la famiglia
di origine. Attualmente Dvaraka è per la maggior parte
sommersa dall'oceano, ma sulla costa esistono ancora
parecchi templi. A Dvaraka è anche particolarmente onorata
Mirabai, la principessa rajput che scelse Krishna come suo
sposo e compose per Lui delle bellissime canzoni d'amore.
A
Jaipur, centro dell'antico regno rajput, si trovano le
Divinità originali di Vrindavana (Radha Govinda), che
furono trasportate qui ai tempi dell'invasione araba per
salvarle dalla dissacrazione che i musulmani compivano
regolarmente sulle Divinità e sui templi delle altre
religioni. A Dauji c'è un famoso tempio dedicato a Balarama.
Sempre in questa zona si trova la caverna di Goltapahara,
dove Baladeva Vidyabhushana scrisse il famoso Govinda
Bhashya, il commento Vaishnava al Vedanta Sutra, che nel
medioevo stabilì le basi della rispettabilità filosofica e
teologica della Vishnu-bhakti.
Maharastra
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Nasik,
sul fiume Narmada, era la capitale di un antico regno,
quello dei Chandella (la Dinastia della Luna) del quale sono
andate perdute quasi tutte le testimonianze. Un altro famoso
luogo di culto del regno dei Chandella è Khajuraho, con i
suoi templi decorati esternamente di sculture e bassorilievi
di grande pregio artistico. A Ujjain, famoso centro
religioso, si trovano i jyotir lingam di Mahakaleshwar e
Omkareshwar, mentre a Mysore c'è il maggiore centro di
culto di Chamundeshwari.
Bombay,
famoso centro commerciale fin dai tempi antichi, non ha
particolari aspirazioni religiose, ma i suoi abitanti sono
fedeli adoratori di Ganesh e ogni anno celebrano un
grandioso festival in suo onore.
Bengala
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La
zona di influenza culturale bengali comprende il Bengala
occidentale ma anche gli altri stati indiani del Bihar, il
Bangladesh (Bengala orientale) e i sette stati indiani del
Nord-est: Assam, Tripura, Nagaland, Mizoram, Manipur,
Meghalaya, Arunachal Pradesh. In questa zona esiste
un'antica tradizione tantrica. In particolare, in Assam si
trova Kamakshi kotam, un famoso santuario di Kali.
Il
centro della cultura bengali è Calcutta, anticamente
conosciuta come Kali-ghat, luogo sacro a Kali o Durga.
Infatti costituisce il centro dove si svolge con maggiore
fasto il festival annuale di Durga puja e Kali puja (in
ottobre), che ricorda come il Signore Ramachandra offrì
adorazione a Durga per ottenere la benedizione di poter
sconfiggere il potente demone Ravana. La celebrazione della
vittoria di Ramachandra è chiamata anche Dusserha, e in
varie parti dell'India viene ricordata bruciando un'effigie
gigantesca di Ravana. La relazione tra Ramachandra e
Shiva-Shakti è molto complessa e ricca di sentimento.
Dipavali, la festa delle lampade, celebra il ritorno di
Ramachandra, Sitadevi e Lakshmana alla città di Ayodhya,
dove gli abitanti in festa accesero milioni di lampade per
illuminare il tragitto e accogliere degnamente il loro
Signore.
Navadvip
e Mayapur, nel distretto di Nadia, a circa 100 km. da
Calcutta, sono state per lungo tempo centri di cultura e
spiritualità, soprattutto da quando, circa 500 anni fa, vi
apparve l'avatara del puro amore per Dio, Sri Chaitanya
Mahaprabhu, chiamato anche Gauranga ("dalla carnagione
dorata"), che diede inizio alla tradizione Gaudiya
Vaishnava.
La
capitale dell'Assam è Guwahati, l'antica Pragajyotisapura,
dove regnava il demoniaco Narakasura, che fu ucciso da
Krishna. Nei pressi di Guwahati si trova l'ashram di
Vasistha Rishi.
Orissa
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L'Orissa
è famosa soprattutto per il "triangolo"
costituito da Bhubaneswar-Puri-Konarak, in cui si trovano
numerosi luoghi sacri e templi anche molto antichi dedicati
sia a Vishnu che a Shiva. Puri, chiamata Purushottama
kshetra, è il luogo sacro al Signore Jagannath
("protettore dell'universo") e vede ogni anno il
famoso festival dei carri, il Ratha Yatra, a cui partecipano
enormi folle. Altri templi di Vishnu della zona sono Sakshi
Gopal, Alarnath e Kshira Chora Gopinatha (Remuna, Balasore).
Bhubaneswar
è un antico centro religioso, dominato dal tempio di
Lingaraja, mentre Konarak è dedicata al culto di Surya (il
sole). A pochi chilometri da Bhubaneswara ricordiamo Dhauli,
dove si svolse la famosa battaglia di Kalinga, dopo la quale
l'imperatore Ashoka, disgustato dal massacro, scelse la non
violenza e divenne buddhista, iniziando la diffusione del
buddhismo in tutto il suo impero.
India
del Sud hot
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Negli
ultimi 2000 anni l'India meridionale è salita alla ribalta
della vita religiosa indiana, grazie a grandi acharya
apparsi proprio nel Dravida-desa: Sankaracharya,
Madhvacharya, Vishnuswami, Nimbarka e Ramanujacharya. Nei
tempi antichi il sud era famoso soprattutto per gli ashram
di yoga, ma i grandi acharya ravvivarono la tradizione del
culto nei templi, facendo dei centri religiosi della zona
splendidi modelli di ricchezza e devozione. Uno dei templi
più famosi dell'India (e certamente il più ricco) è il
tempio di Venkateshwara a Tirupathi. Altri famosi templi di
Vishnu nell'India meridionale sono Srirangam, dove Narayana
è adorato insieme alle Sue energie Bhu e Nila (terra e
cielo), Trivandrum dove Padmanabha è adorato con Sri (il
mondo spirituale) oltre a Bhu e Nila, Udupi dove
l'adorazione di Gopala fu stabilita da Madhvacharya,
Guruvayur con il tempio del piccolo Krishna-Narayana.
Un
altro famoso centro spirituale è Kanchipuram, nei pressi di
Madras, dove si dice che Shankaracharya raggiunse
l'illuminazione e dove si trovano diversi templi dedicati
sia a Vishnu che a Shiva Shakti.
Altri
centri spirituali, specialmente dedicati all'adorazione di
Shiva, sono Kumbakonam, chiamata anche "la città dei
templi", Tiruvannamalai (dove si trova il "Lingam
di Fuoco"), Kalahasthi e il "Lingam di Aria",
Madurai dove si celebrò il matrimonio di Shiva e Minakshi (Parvati),
Kanyakumari e la punta estrema dell'India, Tiruchi con il
tempio di Shiva Thayumanavar, il tempio di Thanjavur e la
raffigurazione dell'astronave di Shiva, i templi di Shiva a
Tiruvarur e Vaitheshwarancoil, Rameshwaram e il tempio
sull'isola sulla strada per Lanka, Chidambaram considerato
il luogo della danza cosmica di Shiva, Trichur e il tempio
di Shiva Vadakunnathan. Nella città di Pooram si tiene
annualmente la processione degli elefanti in onore di Shiva.
Altri
luoghi interessanti sono Mahabalipuram, dove gli ultimi
resti dell'antichissimo tempio di Bali Maharaja affonda
nella sabbia, Suryanarcoil con il tempio dedicato ai
pianeti, Sabarimala dedicato al culto di Ayappan e i centri
del culto popolare di Muruga (Karttikeya) Tiruchendur,
Tiruthani, Sikkal e Palni.
Buddha
apparve in India, e sempre in India condusse la sua
predicazione. Bodhgaya è forse il centro più famoso del
culto buddhista, poiché fu qui che il Buddha (che
precedentemente si chiamava Siddharta Gautama ed era un
principe della dinastia Sakya) raggiunse l'illuminazione e
iniziò a predicare. La diffusione del buddhismo in larga
scala iniziò con l'imperatore Ashoka, che divenne buddhista
e promulgò delle leggi speciali per favorire la non
violenza e la compassione verso tutti gli esseri viventi, e
la diffusione della cultura buddhista. Il luogo in cui
Ashoka si convertì (Dhauli, a pochi chilometri da
Bhubaneswara, Orissa) viene tuttora visitato da numerosi
pellegrini; vi si trova uno stupa e vi sono ancora
conservate le tavole di pietra dei famosi editti di Ashoka.
Attorno a Dhauli ci sono le grotte di molti eremiti
buddhisti che vissero qui nel corso dei secoli.
L'insegnamento
di Buddha (che tra l'altro è riconosciuto come uno dei 10
principali avatara di Vishnu) si fonda sull'illuminazione (buddhi
significa "intelligenza, comprensione") e sulla
comprensione delle cause della sofferenza umana. Questo
porta a vincere i desideri materiali e a raggiungere la
pace, il nirvana.
Mahavira,
fondatore della religione jainista, fu contemporaneo di
Buddha ma insegnò una via più drastica di penitenza e di
austerità, scegliendo una forma estrema di non violenza.
Ancora oggi i monaci jainisti indossano una garza davanti a
bocca e naso per evitare di aspirare inavvertitamente
piccoli insetti e spazzano il terreno davanti a sé con uno
scopino per evitare di calpestare inavvertitamente qualche
formica. Ci sono due scuole principali di monaci jainisti:
gli svetambara ("vestiti di bianco") e i digambara
("vestiti di cielo", cioè nudi). I jainisti laici
si astengono da diverse professioni (come l'agricoltura),
sono strettamente vegetariani e osservano diverse regole di
austerità e non violenza. Gandhi era di famiglia jainista.
Tra i luoghi sacri del giainismo ci sono diversi monasteri e
templi antichi sparsi per l'India, benché l'adorazione nei
templi non sia particolarmente sviluppata in quanto i fedeli
possono offrire personalmente adorazione in qualsiasi luogo
senza alcun bisogno di preti che facciano da mediatori nel
culto.
Guru
Nanak è il famoso fondatore della religione sikh, che cercò
di conciliare induismo e islam predicando che i principi
fondamentali delle due religioni sono perfettamente
compatibili. Il sikhismo è una religione originaria del
Punjab e del Kashmir e si basa soprattutto sulla tradizione
familiare e sociale, sulla solidarietà e sulla comunità.
Molti pensano che i sikh originari fossero i discendenti di
un insediamento ebraico nella regione del Kashmir che risale
a diverse migliaia di anni fa, tanto che in Kashmir esistono
tuttora la tomba di Mosè e quella di Gesù. Il principale
luogo sacro dei sikh è il tempio d'oro nella città di
Amritsar; il principale oggetto di culto è il libro sacro (Granth)
che contiene gli insegnamenti religiosi, e la caratteristica
più evidente che permette di identificare i sikh è il voto
di non tagliarsi mai capelli e barba e quindi di portare un
turbante che li tiene raccolti. Questo voto costituisce
l'esatta controparte del voto di nazireato molto diffuso
nella tradizione ebraica, e seguito tra l'altro da Gesù
(detto il Nazireo) e da Sansone, il famoso fortissimo eroe
della Bibbia che combatté contro i Filistei (antichi
abitatori della Palestina).
lSai
Baba nasce il 23 novembre 1926 a Puttaparti, un piccolo
miserabile villaggio dell'India del sud, a 160 chilometri da
Bangalore. Il villaggio è completamente isolato dal resto
del mondo..
La Sua nascita viene
annunciata da strani segni che non vengono bene decifrati
dai familiari. Gli strumenti musicali suonano da soli come
volessero annunciare l'apparizione di un prodigioso
condottiero spirituale destinato a capovolgere il destino
dell'umanita'. E quando il piccolo Sathya Narayana Raju
(questo e' il nome anagrafico del corpo che giunge a
Puttaparti) viene alla luce, non c'e' nulla che possa far
pensare ad una incarnazione di Dio.
Non arriva un angelo
ad annunciare alla madre che sta per partorire un corpo che
trasporta il divino. La nascita é come quella di tutti i
bimbi di questo mondo. Per tre anni la mamma lo alleva con
l'amore tipico delle mamme, ma ecco che si scopre una strana
capacità posseduta dal piccolo Sathya. Egli fa apparire
dall'aria oggetti e frutta che dona ai Suoi piccoli amici.
E' l'inizio del periodo dei "lila", i miracoli che
Baba chiama i "giochi del divino". E sono proprio
i miracoli che incuriosiscono la gente.
Da uno stesso albero
di tamarindo, che sorge sulla collina di Puttaparti, Sai
Baba fa crescere frutti diversi. Mango, banane, papaie, mele
e cocchi nascono da uno stesso ramo e vanno a gratificare i
compagni che oramai riconoscono la divinita' del piccolo
Sathya. I bambini, nella loro semplicità ed innocenza,
arrivano sempre prima degli adulti.
Gli anni della scuola
comportano vicissitudini e disagi per il piccolo Narayana
(si pronuncia Naraiena, con l'accento sulla seconda<a>)
che deve allontanarsi anche dai genitori, finche' un giorno
del 1940 dichiara di essere Sai Baba, incarnazione di Dio
sceso in terra per risvegliare la divinita' che alberga in
ogni uomo e per riportare a galla la verita', l'amore, la
giustizia, la rettitudine e diffondere la pace nel mondo.
Sono dichiarazioni
drammatiche quelle che fa il piccolo Sathya, soprattutto se
si pensa che ha appena 13 anni.
I devoti cominciano giá
ad affollare la misera casa. Chiedono delle prove.
Il piccolo Sai lancia
in aria petali di fiori che, cadendo, vanno a disporsi in
maniera tale da formare il nome Sai Baba in telegu, la
lingua locale.
L'incredibile si
spinge oltre i confini della regione dell'Andra Pradesh dove
e' situato il villaggio di Puttaparti. In alcuni templi
succede uno strano fenomeno. I devoti che si recano a
pregare al tempio, al posto della statua di Dio vedono il
volto sorridente di Sathya.
Inizia cosí il
pellegrinaggio dei ricercatori spirituali che si spingono,
non senza difficoltá, fino al villaggio che ospita
l'Incarnazione Divina. Le notizie si diffondono e i curiosi,
insieme ai devoti, vanno ben presto ad affollare la casa di
Baba. Il piccolo ashram che il giovane ha costruito non e'
sufficiente ad ospitare i pellegrini che devono affrontare
anche il problema del vitto. É Sai Baba che provvede
materializzando il cibo per tutti i pellegrini. La
moltiplicazione del cibo fa parte della vita di tutti i
grandi personaggi mistici. Anche in questi anni Sai Baba é
stato visto moltiplicare il riso per sfamare centinaia di
persone presenti al suo Darshan. Darshan vuol dire
apparizione e fa riferimento al momento in cui il Maestro
appare ai devoti.
Coloro che hanno avuto
la fortuna di venire in contatto con Sai Baba durante i
primi anni del Suo apostolato hanno assistito a miracoli
grandiosi, ripetuti, numerosissimi; hanno assistito alla
materializzazione della statua di Shiva (Dio) dalla sabbia
del fiume Citravaty, che costeggia Puttaparti; al
dirottamento delle acque del fiume in piena; all'arresto
della pioggia. Fino a qualche anno fa era possibile
avvicinare il Maestro con discreta facilitá e assistere,
cosí, in diretta, a guarigioni miracolose, o a rianimazioni
di cadaveri... Sai Baba dichiara di essere l'Avatar, il
Salvatore atteso dalla storia. Gli antichi testi annunciano
che l'Avatar, per potere essere riconosciuto, deve portare
con sé segni ed attributi ben precisi.
L'Avatar deve avere
innazitutto dei segni cutanei. Questi segni devono
necessariamente comparire nella parte sinistra del corpo e
sono rappresentati da un neo sulla guancia e da un Garuda
sull'emitorace sinistro. Il Garuda é un'aquila e ha un
profondo significato spirituale.
A fianco dei segni
cutanei l'Avatar deve possedere i 15 Kalas. I Kalas sono gli
attributi divini e comprendono:
- il controllo
assoluto sul corpo fisico
- il controllo delle facoltà psichiche
- il controllo su tutti gli elementi della natura.
In termini piu'
precisi questo significa onnipotenza, onniscienza,
onnipresenza.
La cultura orientale,
come quella occidentale, attribuisce a Dio alcune
caratteristiche molto precise. Pertanto, secondo lo stesso
insegnamento cristiano, Dio e' tale in quanto onnipotente,
onnisciente e onnipresente. Nel momento in cui incontriamo
un personaggio con queste caratteristiche siamo autorizzati
a riconoscere in lui una potenza divina. Non ci sono
alternative. L'insegnamento che ci e' stato impartito e'
molto chiaro. Soltanto Dio possiede quegli attributi.
Ma i testi orientali
non si accontentano dei Kalas e pretendono anche dei segni
cutanei.
Noi ricercatori siamo
ancora piu' esigenti e pretendiamo che il Grande Condottiero
venga anche annunciato dalle profezie che emergono
all'interno delle Grande Religioni.
Riconosceremo, quindi,
come potenza divina soltanto quel personaggio che possiede:
i kalas, i segni cutanei divini e viene annunciato dalle
profezie.
Sai Baba possiede i
segni cutanei esclusivi di Dio: un neo sulla guancia
sinistra e un Garuda sull'emitorace; ma non possiamo,
ovviamente, accontentarci di questi segni che,
incidentalmente, potrebbero apparire sulla pelle di
chiunque. Andremo pertanto a ricercare tra le antiche
profezie per stabilire se l'annuncio della venuta del Grande
Condottiero prevedeva una figura ben precisa in quest'epoca.
Le profezie che
annunciano la discesa del Sai Avatar in questa nostra epoca
di affanni sono numerose e, negli ultimi seimila anni, lo
annunciano con ricchezza di particolari e incredibile
precisione.
Nell'interpretare
queste profezie non occorre fare salti mortali come hanno
fatto i discepoli cristiani nell'adattare le profezie di
Daniele a Gesu'.
Sai Baba viene
annunciato in maniera precisa, fotografica; viene
specificato il Suo albero genealogico, il luogo in cui
sarebbe nato, l' etá che avrebbe raggiunto prima di
lasciare il suo corpo fisico, tutte le tappe della Sua
missione e le Sue conquiste mondiali nel campo della
spiritualita'.
L'ultimo annuncio e'
stato fatto nel 1935, quando Sai Baba aveva appena 9 anni e
l'Occidente non ne conosceva ancora l'esistenza. Sono
profezie sconvolgenti che riempiono il cuore di certezze.
Molte anime si sono
incarnate proprio in questa epoca per avere la visione
diretta del Divino che discende con tutti i poteri e per
osservare il modo in cui tira i fili di questa grande
commedia cosmica per dare scacco matto ai funerei fantasmi
del male.
"É per voi una
grande fortuna", dice Sai Baba" essere presenti a
questa guerra del Divino contro il male che intrappola il
mondo. Non perdete questa occasione di partecipare al piú
grande scontro della storia della creazione; partecipate
anche voi come combattenti del Divino in difesa dei valori
del Dharma (la Rettitudine); Prema (l'Amore); Shanti (la
Pace); Sathya (la Verità) e infine Aimshi (la Non
Violenza)".
La
documentazione su Sai Baba è tratta da: "L'uomo venuto
dal cielo", di Giancarlo Rosati, ediz. Milesi
Per ulteriori informazioni relative alla biografia dell'Avatar
si rimanda al sito ufficiale dell'associazione Sathya Sai
Baba http://www.OSSSBI.org/
Per le informazioni bibliografiche riguardanti i testi
reperibili in lingua italiana, si possono visitare i
seguenti siti: www.osssbi.org/catalogo_libri.htm
e http://www.edizionimilesi.com
, il sito delle edizioni Milesi.
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