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Proprietà di alcun cibi
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| AGRUMI |
Allontanano la malinconia
e stimolano il cervello |
| ANANAS |
Fiducia in se stessi,
sicurezza |
| AVOCADO |
Buona memoria |
| BACCHE IN GENERALE
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Purezza di pensiero |
| BANANE |
Calma e umiltà |
| BARBABIETOLA |
Coraggio |
| CILIEGIE |
Allegria |
| DATTERI |
Tenerezza, dolcezza |
| FICHI |
Attenuano l’intransigenza |
| FRAGOLE |
Dignità |
| FRUMENTO |
Risolutezza |
| GRANAGLIE |
Forza di carattere |
| LAMPONI |
Amabilità |
| LATTUGA |
Calma |
| MANDORLE |
Controllo sessuale |
| NOCE DI COCCO |
Spiritualità |
| UVA |
Devozione e divino
amore |
| PERE |
Serenità |
| PESCHE |
Altruismo |
| POMODORI |
Energia mentale |
| LATTE DI MUCCA |
Entusiasmo e fresca
energia spirituale |
| MIELE |
Autocontrollo |
| RISO INTEGRALE |
Mitezza |
| SCIROPPO D’ACERO |
Freschezza mentale |
| SPINACI |
Semplicità |
| TUORLO D’UOVO |
Energia diretta esternamente |
ALIMENTAZIONE CORRETTA
Un'alimentazione corretta è alla base di una vita sana e
felice; la scelta del cibo riveste un ruolo di fondamentale
importanza per raggiungere il nostro equilibrio psicofisico.
Proprio per questo, ognuno di noi dovrebbe mangiare soltanto
i frutti del proprio orto, da lui curato e coltivato, ma
poiché oggi per la maggior parte di noi questo non è possibile,
la nostra attenzione dovrebbe ricadere sulla scelta della
persona che prepara il cibo, che assume un ruolo di fondamentale
importanza.
Il cuoco lavora la materia, ne estrae l'essenza stessa e
con essa alimenta il fuoco digestivo della persona. Il cuoco
ha il potere di migliorare le qualità di quasi tutti i cibi,
ma il loro effetto dipende in ultima domanda dalle capacità
digestive del singolo individuo. Il processo digestivo dell'individuo
è costituito da tre stadi principali: uno stadio "crudo",
nello stomaco, uno di "cottura" nell'intestino tenue, ed
uno di "cottura completata" nel colon.
Nella fase "cruda" il cibo è impuro e potenzialmente velenoso;
ma una volta completamente cotto dal fuoco digestivo diventa
puro e pronto per essere assimilato dall'organismo. Le qualità
intrinseche del cibo agiscono direttamente sul fuoco digestivo
dell'individuo: gli alimenti caldi accrescono il fuoco a
disposizione dell'organismo, mentre gli alimenti freddi
lo smorzano (in genere le sostanze acide, salate e piccanti
sono calde, mentre quelle dolci, amare ed astringenti sono
fredde).
La scelta del cibo, in grado di fornire un equilibrato apporto
di sostanze all'organismo, dovrebbe basarsi sulla valutazione
di fattori fondamentali, quali le qualità intrinseche dell'alimento,
la sua preparazione, la sua associazione con altri cibi,
la quantità, il clima, la stagione, le regole dell'alimentazione
e la persona.
Qualità intrinseche
In genere, gli alimenti crudi sono più pesanti di quelli
cotti e quelli conservati sono più pesanti di quelli freschi.
Preparazione
Le qualità degli alimenti possono subire modifiche durante
la preparazione.
Il riso, che per sua natura è leggero, lo diventa ancora
di più quando è arrostito in padella e diventa riso soffiato;
al contrario, la farina di riso soffiato può essere resa
più pesante, riducendola a palline e friggendola.
Il latte diventa più leggero se riscaldato con l'aggiunta
di spezie come lo zafferano, ed il riso diventa più pesante
se cotto con il latte.
Il miele, che è una sostanza con potenza calda, non dovrebbe
mai essere cotto o semplicemente riscaldato, perché questi
processi contribuiscono ad aumentarne il calore.
Il criterio base della cucina indiana è quello di prevenire
i possibili effetti collaterali degli alimenti attraverso
opportuni accorgimenti nella preparazione e nella cottura.
Spesso il pesce è cucinato con i semi di finocchio o con
il latte di noce di cocco, oppure condito con il succo di
limone, per raffreddarlo e ridurre così le probabilità che
aggravi pitta (calore corporeo). Normalmente, nella preparazione
dei fagioli sono usati anche altri ingredienti, come l'olio,
sostanze acide come il tamarindo, e spezie come lo zenzero
e l'aglio, che prevengono possibili alterazioni della forza
vata (aria).
Talvolta, le sostanze necessarie a neutralizzare l'effetto
di un certo alimento si trovano in altre parti della stessa
pianta; per esempio, il nocciolo, freddo ed amaro, del mango
compensa il frutto, dolce e caldo. In generale, devono essere
evitati gli alimenti troppo cotti, troppo crudi, bruciati,
di sapore cattivo, acerbi o troppo maturi, putrefatti, stantii
o per altre ragioni disgustosi.
Le spezie si dovrebbero sempre usare fresche. Come abbiamo
detto, la refrigerazione, ed in generale, tutti i processi
di conservazione, rendono gli alimenti più pesanti. I cibi
avanzati vanno riscaldati, anche se è sempre preferibile
evitare di mangiarli, e sono sconsigliate le pietanze fredde
e l'acqua ghiacciata. Deve essere scelto con cura anche
il contenitore in cui sono conservati i cibi, per esempio,
conservando l'acqua in un vaso di rame, come è usanza in
molte parti dell'India, nel giro di quattro o sei ore sono
eliminati tutti i batteri; analogo risultato s'ottiene utilizzando
contenitori d'argento. Al contrario, si sconsiglia di cucinare
e conservare i cibi in vaschette d'alluminio. I cibi crudi
sono più "vivi" di quelli cotti, il loro prana (energia
vitale) resta più integro, ma spesso sono più difficili
da digerire e possono provocare squilibri dell'organismo.
Per esempio, molte brassicacee, fra cui la rapa, il cavolo,
i semi di soia, contengono sostanze dette progoitrine che,
in caso d'eccessivo consumo delle verdure crude, possono
provocare una malattia detta "gozzo da cavolo", che si può
invece evitare cuocendo le verdure. Soltanto le persone
dotate di un fuoco digestivo straordinariamente forte possono
permettersi di adottare un regime alimentare a base di soli
cibi crudi.
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Associazioni alimentari
Il consumo associato di alcuni alimenti può ripercuotersi
negativamente sull'equilibrio dei dosha e va evitato. E'
buona norma non mescolare i cibi crudi con quelli cotti
nel corso dello stesso pasto, ne mangiare contemporaneamente
pietanze fresche e pietanze avanzate. Il latte ed il pesce
non vanno mai mangiati insieme, né da crudi, né da cotti.
Non bisogna, inoltre, eccedere nell'associazione di cibi
della stessa qualità, ad esempio proteine di diversa natura
nello stesso pasto: uova con carne, carne e pesce, formaggi
e carne, per non creare delle interferenze enzimatiche e
dei valori diversi d'acidità dello stomaco che i vari gruppi
di proteine richiedono. L'alcool, lo yogurt ed il miele
hanno proprietà riscaldanti, pertanto non devono essere
consumati in combinazione con altre sostanze calde. In ogni
caso molte associazioni alimentari che di norma andrebbero
evitate, sono ammesse se la persona è dotata di un potente
fuoco digestivo, se è giovane, se è particolarmente forte,
se è abituata ad esse.
Quantità
L'Ayurveda rileva la capacità dello stomaco e la potenza
del fuoco digestivo dell'individuo, pertanto un potente
fuoco digestivo può sopportare qualunque "imprudenza" alimentare,
al contrario di un fuoco digestivo debole. Comunque il principio
della moderazione è alla base di una corretta alimentazione:
per vivere sani, è necessario mangiare la quantità di cibo
che il nostro stomaco è in grado di digerire subito e senza
danni per la salute. Ad ogni pasto, dovremmo riempire un
terzo dello stomaco di cibi solidi ed un terzo di sostanze
liquide, e lasciare il restante spazio vuoto per permettere
il libero movimento dei dosha. E' opportuno non mangiare
mai fino a sentirsi completamente sazi e appesantiti dal
cibo. Bisognerebbe sempre alzarsi da tavola con la sensazione
d'essere leggeri come se avessimo lasciato un po' di posto
per dell'altro cibo.
Clima e stagioni
In generale, è più opportuno mangiare alimenti con qualità
antitetiche rispetto a quelle del clima e della stagione
in corso. Alcune sostanze producono effetti diversi sull'organismo
secondo il clima e la stagione in cui sono assunte; lo yogurt,
per esempio, se consumato d'estate, tende ad incrementare
pitta, riscaldando l'organismo, mentre in inverno le sue
caratteristiche di pesantezza e viscosità favoriscono l'aumento
di kapha (acqua), con l'effetto di raffreddare l'organismo,
anche se lo yogurt in sé, secondo l'ayurveda, è "caldo".
Regole d'alimentazione
- Mangiare cibi caldi per stimolare la digestione.
- Mangiare cibi oleosi, che attivano il fuoco digestivo
e nutrono l'organismo.
- Mangiare in un posto tranquillo e congeniale, con tutti
gli accessori necessari (tovaglia pulita, fiori, ecc.),
da soli o in compagnia di persone affettuose per non deprimersi.
- Non mangiare in fretta né troppo lentamente, masticando
a lungo in modo che l'enzima salivare (ptialina), preposto
alla prima digestione delle sostanze amidacee, svolga al
massimo la sua funzione, altrimenti l'amilasi pancreatica,
dovrà essere secreto dal pancreas in misura maggiore, e
di conseguenza aumenterà anche il lavoro dell'intestino.
- Non bere troppo durante i pasti poiché allunga il tempo
di digestione e causa disordini nell'assimilazione.
- Leggere, guardar la televisione e parlare animosamente
di affari durante i pasti toglie energia agli organi digestivi.
- Evitare di mangiare quando non si ha fame e di digiunare
quando si è affamati.
- Astenersi dal cibo quando si è adirati, depressi o comunque
turbati o immediatamente dopo aver svolto attività fisica.
- Distanziare il più possibile i pasti. Dalla digestione
dipende la nostra vitalità, un sistema digestivo affaticato
attenuerà le capacità intellettive, mentali e sensoriali.
- Non mangiare mai fino a sentirsi completamente sazi.
- Mangiare in posizione seduta e possibilmente rivolta verso
est.
- Quando possibile assicurarsi che, durante il pasto, sia
attiva la narice di destra che favorirà il processo digestivo.
- Non fare mai da mangiare soltanto per se stessi; il dono
del cibo è il più grande di tutti. Un tempo, in India, era
diffusa l'usanza di offrire cibo al fuoco della casa, ad
una mucca, ad un corvo, ad un cane e ad uno sconosciuto
prima di iniziare il pasto.
- Dopo il tramonto e, di sera, astenersi dal cibo nelle
due ore che precedono il sonno.
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La persona
Il semplice fatto di imparare a gestire la nostra alimentazione
ci permette di acquisire la disciplina necessaria a governare
molti altri aspetti della nostra vita, perché noi siamo
quello che mangiamo: in altre parole, il cibo contribuisce
a formare la nostra coscienza. I digiuni saltuari permettono
al nostro organismo di purificarsi e all'apparato digerente
di riposarsi, riconducono alla normalità il senso del gusto
all'interno della bocca e l'affinano, e ci stimolano ad
assumere un atteggiamento più rispettoso verso l'atto del
mangiare. In India è costume digiunare due volte il mese;
in genere, l'Ayurveda disapprova digiuni più prolungati,
in quanto provocano la degenerazione dei tessuti dell'organismo
e la perdita di coesione fra il corpo e la mente.
Se assumiamo regolarmente una certa sostanza, il nostro
organismo impara a far fronte ai suoi effetti negativi;
in realtà, questi continuano a manifestarsi, ma in maniera
meno acuta: s'accumulano nell'organismo e aspettano l'occasione
per esprimersi. Chiunque fumi o beva sostanze alcoliche
ricorderà probabilmente la violenta reazione del suo organismo
alla prima esperienza, reazione che si è attenuata nei giorni
successivi, quando l'organismo si riorganizza, creando un
nuovo equilibrio metabolico basato sull'ingestione sistematica
delle sostanze in questione, e accumulandone i veleni in
una specie di magazzino, dove essi esplicano il loro effetto
provocando l'insorgenza di malattie croniche; la capacità
di adattamento dell'organismo è tale che, quando l'assunzione
dei veleni è bruscamente sospesa, reagisce manifestando
un grave disagio.
L'alcool e il tabacco sono un esempio significativo di quello
che avviene nel nostro corpo e nella nostra mente quando
ci abituiamo o diventiamo dediti a qualche sostanza. Il
cibo stesso rappresenta una forma d'assuefazione: molte
persone vedono in esso una droga, un aiuto, un surrogato
dell'amore, insomma lo scambiano per qualcosa che non è.
I digiuni saltuari ci aiutano anche a tenere sotto controllo
la nostra dipendenza dagli alimenti. In ogni caso, colui
che dimostri dipendenza dal cibo, ha il dovere verso se
stesso di mangiare solo prodotti sani.
Qualità degli alimenti
Passiamo ora a considerare le qualità specifiche d'alcuni
degli alimenti che più comunemente sono presenti sulla nostra
tavola. La voce principale nell'alimentazione di una persona
media dovrebbe essere rappresentata da un prodotto cerealicolo.
Il tipico pasto indiano, come quello di molte altre culture
tradizionali, consiste in un'abbondante porzione di un prodotto
cerealicolo servita insieme ad una porzione più piccola
di legumi, alla carne ,alle verdure e ad altre sostanze
facoltative usate come condimenti per esaltare i gusti e
le qualità dei cereali. Pane, pasta, riso, avena, orzo,
mais, miglio, e gli altri cereali integrali o semi integrali,
mantengono pulito l'organismo per la loro alta percentuale
di fibre vegetali che non sono assorbite, nutrono l'organismo
con la loro ricchezza d'amidi, oli, proteine vegetali e
minerali. Tonificano il sistema nervoso, in quanto ricchi
di vitamine del complesso B.
I CEREALI
Il riso
Il riso è il cereale più usato nella cucina indiana, ha
un gusto dolce, è leggero e allo stesso tempo molto nutriente;
è un ottimo rimedio negli eccessi di pitta e può svolgere
una leggera azione stimolante su vata. Adatto soprattutto
durante le convalescenze e nei casi d'infiammazioni intestinali.
Il riso integrale è quattro volte più ricco di calcio, ferro
e zinco e il doppio di fosforo e rame.
Il grano
Il grano è dolce, rinfrescante, pesante e untuoso. Adatto
per kapha, crea invece squilibrio in vata e pitta. Tonificante
del sistema nervoso, rivitalizzante. E' molto nutriente
ed è il più digeribile di tutti i cereali. Ottimo per chi
ha bisogno di aumentare la massa muscolare o il peso. E'
molto equilibrante, se è servito con un legume secco come
i ceci, oppure, con qualcosa di freddo e umido come il formaggio.
Le persone allergiche al grano e ad altri cereali dovrebbero
assolutamente evitare di mangiarli. Talvolta queste forme
d'ipersensibilità possono essere curate e, i cibi che prima
creavano difficoltà, introdotti nuovamente.
Il granturco (Mais)
Il granoturco è un cereale leggero, secco con un gusto dolce
e astringente. Queste caratteristiche lo rendono adatto
a kapha mentre se viene lessato o cotto al forno può alterare
pitta e vata. E' un cereale molto nutritivo, ricostituente
ed energetico, contiene sali minerali, vitamine e carboidrati.
Viene usato per calmare le irritazioni alla vescica e come
coadiuvante nel trattamento dei calcoli ai reni.
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