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Proprietà di alcun cibi
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SPINACI Semplicità
TUORLO D’UOVO Energia diretta esternamente

ALIMENTAZIONE CORRETTA

Un'alimentazione corretta è alla base di una vita sana e felice; la scelta del cibo riveste un ruolo di fondamentale importanza per raggiungere il nostro equilibrio psicofisico.
Proprio per questo, ognuno di noi dovrebbe mangiare soltanto i frutti del proprio orto, da lui curato e coltivato, ma poiché oggi per la maggior parte di noi questo non è possibile, la nostra attenzione dovrebbe ricadere sulla scelta della persona che prepara il cibo, che assume un ruolo di fondamentale importanza.

Il cuoco lavora la materia, ne estrae l'essenza stessa e con essa alimenta il fuoco digestivo della persona. Il cuoco ha il potere di migliorare le qualità di quasi tutti i cibi, ma il loro effetto dipende in ultima domanda dalle capacità digestive del singolo individuo. Il processo digestivo dell'individuo è costituito da tre stadi principali: uno stadio "crudo", nello stomaco, uno di "cottura" nell'intestino tenue, ed uno di "cottura completata" nel colon.

Nella fase "cruda" il cibo è impuro e potenzialmente velenoso; ma una volta completamente cotto dal fuoco digestivo diventa puro e pronto per essere assimilato dall'organismo. Le qualità intrinseche del cibo agiscono direttamente sul fuoco digestivo dell'individuo: gli alimenti caldi accrescono il fuoco a disposizione dell'organismo, mentre gli alimenti freddi lo smorzano (in genere le sostanze acide, salate e piccanti sono calde, mentre quelle dolci, amare ed astringenti sono fredde).
La scelta del cibo, in grado di fornire un equilibrato apporto di sostanze all'organismo, dovrebbe basarsi sulla valutazione di fattori fondamentali, quali le qualità intrinseche dell'alimento, la sua preparazione, la sua associazione con altri cibi, la quantità, il clima, la stagione, le regole dell'alimentazione e la persona.


Qualità intrinseche
In genere, gli alimenti crudi sono più pesanti di quelli cotti e quelli conservati sono più pesanti di quelli freschi.

Preparazione
Le qualità degli alimenti possono subire modifiche durante la preparazione.
Il riso, che per sua natura è leggero, lo diventa ancora di più quando è arrostito in padella e diventa riso soffiato; al contrario, la farina di riso soffiato può essere resa più pesante, riducendola a palline e friggendola.
Il latte diventa più leggero se riscaldato con l'aggiunta di spezie come lo zafferano, ed il riso diventa più pesante se cotto con il latte.
Il miele, che è una sostanza con potenza calda, non dovrebbe mai essere cotto o semplicemente riscaldato, perché questi processi contribuiscono ad aumentarne il calore.

Il criterio base della cucina indiana è quello di prevenire i possibili effetti collaterali degli alimenti attraverso opportuni accorgimenti nella preparazione e nella cottura.
Spesso il pesce è cucinato con i semi di finocchio o con il latte di noce di cocco, oppure condito con il succo di limone, per raffreddarlo e ridurre così le probabilità che aggravi pitta (calore corporeo). Normalmente, nella preparazione dei fagioli sono usati anche altri ingredienti, come l'olio, sostanze acide come il tamarindo, e spezie come lo zenzero e l'aglio, che prevengono possibili alterazioni della forza vata (aria).

Talvolta, le sostanze necessarie a neutralizzare l'effetto di un certo alimento si trovano in altre parti della stessa pianta; per esempio, il nocciolo, freddo ed amaro, del mango compensa il frutto, dolce e caldo. In generale, devono essere evitati gli alimenti troppo cotti, troppo crudi, bruciati, di sapore cattivo, acerbi o troppo maturi, putrefatti, stantii o per altre ragioni disgustosi.

Le spezie si dovrebbero sempre usare fresche. Come abbiamo detto, la refrigerazione, ed in generale, tutti i processi di conservazione, rendono gli alimenti più pesanti. I cibi avanzati vanno riscaldati, anche se è sempre preferibile evitare di mangiarli, e sono sconsigliate le pietanze fredde e l'acqua ghiacciata. Deve essere scelto con cura anche il contenitore in cui sono conservati i cibi, per esempio, conservando l'acqua in un vaso di rame, come è usanza in molte parti dell'India, nel giro di quattro o sei ore sono eliminati tutti i batteri; analogo risultato s'ottiene utilizzando contenitori d'argento. Al contrario, si sconsiglia di cucinare e conservare i cibi in vaschette d'alluminio. I cibi crudi sono più "vivi" di quelli cotti, il loro prana (energia vitale) resta più integro, ma spesso sono più difficili da digerire e possono provocare squilibri dell'organismo. Per esempio, molte brassicacee, fra cui la rapa, il cavolo, i semi di soia, contengono sostanze dette progoitrine che, in caso d'eccessivo consumo delle verdure crude, possono provocare una malattia detta "gozzo da cavolo", che si può invece evitare cuocendo le verdure. Soltanto le persone dotate di un fuoco digestivo straordinariamente forte possono permettersi di adottare un regime alimentare a base di soli cibi crudi.


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Associazioni alimentari
Il consumo associato di alcuni alimenti può ripercuotersi negativamente sull'equilibrio dei dosha e va evitato. E' buona norma non mescolare i cibi crudi con quelli cotti nel corso dello stesso pasto, ne mangiare contemporaneamente pietanze fresche e pietanze avanzate. Il latte ed il pesce non vanno mai mangiati insieme, né da crudi, né da cotti. Non bisogna, inoltre, eccedere nell'associazione di cibi della stessa qualità, ad esempio proteine di diversa natura nello stesso pasto: uova con carne, carne e pesce, formaggi e carne, per non creare delle interferenze enzimatiche e dei valori diversi d'acidità dello stomaco che i vari gruppi di proteine richiedono. L'alcool, lo yogurt ed il miele hanno proprietà riscaldanti, pertanto non devono essere consumati in combinazione con altre sostanze calde. In ogni caso molte associazioni alimentari che di norma andrebbero evitate, sono ammesse se la persona è dotata di un potente fuoco digestivo, se è giovane, se è particolarmente forte, se è abituata ad esse.


Quantità
L'Ayurveda rileva la capacità dello stomaco e la potenza del fuoco digestivo dell'individuo, pertanto un potente fuoco digestivo può sopportare qualunque "imprudenza" alimentare, al contrario di un fuoco digestivo debole. Comunque il principio della moderazione è alla base di una corretta alimentazione: per vivere sani, è necessario mangiare la quantità di cibo che il nostro stomaco è in grado di digerire subito e senza danni per la salute. Ad ogni pasto, dovremmo riempire un terzo dello stomaco di cibi solidi ed un terzo di sostanze liquide, e lasciare il restante spazio vuoto per permettere il libero movimento dei dosha. E' opportuno non mangiare mai fino a sentirsi completamente sazi e appesantiti dal cibo. Bisognerebbe sempre alzarsi da tavola con la sensazione d'essere leggeri come se avessimo lasciato un po' di posto per dell'altro cibo.


Clima e stagioni
In generale, è più opportuno mangiare alimenti con qualità antitetiche rispetto a quelle del clima e della stagione in corso. Alcune sostanze producono effetti diversi sull'organismo secondo il clima e la stagione in cui sono assunte; lo yogurt, per esempio, se consumato d'estate, tende ad incrementare pitta, riscaldando l'organismo, mentre in inverno le sue caratteristiche di pesantezza e viscosità favoriscono l'aumento di kapha (acqua), con l'effetto di raffreddare l'organismo, anche se lo yogurt in sé, secondo l'ayurveda, è "caldo".


Regole d'alimentazione


- Mangiare cibi caldi per stimolare la digestione.
- Mangiare cibi oleosi, che attivano il fuoco digestivo e nutrono l'organismo.
- Mangiare in un posto tranquillo e congeniale, con tutti gli accessori necessari (tovaglia pulita, fiori, ecc.), da soli o in compagnia di persone affettuose per non deprimersi.
- Non mangiare in fretta né troppo lentamente, masticando a lungo in modo che l'enzima salivare (ptialina), preposto alla prima digestione delle sostanze amidacee, svolga al massimo la sua funzione, altrimenti l'amilasi pancreatica, dovrà essere secreto dal pancreas in misura maggiore, e di conseguenza aumenterà anche il lavoro dell'intestino.
- Non bere troppo durante i pasti poiché allunga il tempo di digestione e causa disordini nell'assimilazione.
- Leggere, guardar la televisione e parlare animosamente di affari durante i pasti toglie energia agli organi digestivi.
- Evitare di mangiare quando non si ha fame e di digiunare quando si è affamati.
- Astenersi dal cibo quando si è adirati, depressi o comunque turbati o immediatamente dopo aver svolto attività fisica.
- Distanziare il più possibile i pasti. Dalla digestione dipende la nostra vitalità, un sistema digestivo affaticato attenuerà le capacità intellettive, mentali e sensoriali.
- Non mangiare mai fino a sentirsi completamente sazi.
- Mangiare in posizione seduta e possibilmente rivolta verso est.
- Quando possibile assicurarsi che, durante il pasto, sia attiva la narice di destra che favorirà il processo digestivo.
- Non fare mai da mangiare soltanto per se stessi; il dono del cibo è il più grande di tutti. Un tempo, in India, era diffusa l'usanza di offrire cibo al fuoco della casa, ad una mucca, ad un corvo, ad un cane e ad uno sconosciuto prima di iniziare il pasto.
- Dopo il tramonto e, di sera, astenersi dal cibo nelle due ore che precedono il sonno.


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La persona
Il semplice fatto di imparare a gestire la nostra alimentazione ci permette di acquisire la disciplina necessaria a governare molti altri aspetti della nostra vita, perché noi siamo quello che mangiamo: in altre parole, il cibo contribuisce a formare la nostra coscienza. I digiuni saltuari permettono al nostro organismo di purificarsi e all'apparato digerente di riposarsi, riconducono alla normalità il senso del gusto all'interno della bocca e l'affinano, e ci stimolano ad assumere un atteggiamento più rispettoso verso l'atto del mangiare. In India è costume digiunare due volte il mese; in genere, l'Ayurveda disapprova digiuni più prolungati, in quanto provocano la degenerazione dei tessuti dell'organismo e la perdita di coesione fra il corpo e la mente.
Se assumiamo regolarmente una certa sostanza, il nostro organismo impara a far fronte ai suoi effetti negativi; in realtà, questi continuano a manifestarsi, ma in maniera meno acuta: s'accumulano nell'organismo e aspettano l'occasione per esprimersi. Chiunque fumi o beva sostanze alcoliche ricorderà probabilmente la violenta reazione del suo organismo alla prima esperienza, reazione che si è attenuata nei giorni successivi, quando l'organismo si riorganizza, creando un nuovo equilibrio metabolico basato sull'ingestione sistematica delle sostanze in questione, e accumulandone i veleni in una specie di magazzino, dove essi esplicano il loro effetto provocando l'insorgenza di malattie croniche; la capacità di adattamento dell'organismo è tale che, quando l'assunzione dei veleni è bruscamente sospesa, reagisce manifestando un grave disagio.
L'alcool e il tabacco sono un esempio significativo di quello che avviene nel nostro corpo e nella nostra mente quando ci abituiamo o diventiamo dediti a qualche sostanza. Il cibo stesso rappresenta una forma d'assuefazione: molte persone vedono in esso una droga, un aiuto, un surrogato dell'amore, insomma lo scambiano per qualcosa che non è.
I digiuni saltuari ci aiutano anche a tenere sotto controllo la nostra dipendenza dagli alimenti. In ogni caso, colui che dimostri dipendenza dal cibo, ha il dovere verso se stesso di mangiare solo prodotti sani.


Qualità degli alimenti
Passiamo ora a considerare le qualità specifiche d'alcuni degli alimenti che più comunemente sono presenti sulla nostra tavola. La voce principale nell'alimentazione di una persona media dovrebbe essere rappresentata da un prodotto cerealicolo. Il tipico pasto indiano, come quello di molte altre culture tradizionali, consiste in un'abbondante porzione di un prodotto cerealicolo servita insieme ad una porzione più piccola di legumi, alla carne ,alle verdure e ad altre sostanze facoltative usate come condimenti per esaltare i gusti e le qualità dei cereali. Pane, pasta, riso, avena, orzo, mais, miglio, e gli altri cereali integrali o semi integrali, mantengono pulito l'organismo per la loro alta percentuale di fibre vegetali che non sono assorbite, nutrono l'organismo con la loro ricchezza d'amidi, oli, proteine vegetali e minerali. Tonificano il sistema nervoso, in quanto ricchi di vitamine del complesso B.


I CEREALI

Il riso

Il riso è il cereale più usato nella cucina indiana, ha un gusto dolce, è leggero e allo stesso tempo molto nutriente; è un ottimo rimedio negli eccessi di pitta e può svolgere una leggera azione stimolante su vata. Adatto soprattutto durante le convalescenze e nei casi d'infiammazioni intestinali. Il riso integrale è quattro volte più ricco di calcio, ferro e zinco e il doppio di fosforo e rame.


Il grano

Il grano è dolce, rinfrescante, pesante e untuoso. Adatto per kapha, crea invece squilibrio in vata e pitta. Tonificante del sistema nervoso, rivitalizzante. E' molto nutriente ed è il più digeribile di tutti i cereali. Ottimo per chi ha bisogno di aumentare la massa muscolare o il peso. E' molto equilibrante, se è servito con un legume secco come i ceci, oppure, con qualcosa di freddo e umido come il formaggio. Le persone allergiche al grano e ad altri cereali dovrebbero assolutamente evitare di mangiarli. Talvolta queste forme d'ipersensibilità possono essere curate e, i cibi che prima creavano difficoltà, introdotti nuovamente.


Il granturco (Mais)

Il granoturco è un cereale leggero, secco con un gusto dolce e astringente. Queste caratteristiche lo rendono adatto a kapha mentre se viene lessato o cotto al forno può alterare pitta e vata. E' un cereale molto nutritivo, ricostituente ed energetico, contiene sali minerali, vitamine e carboidrati. Viene usato per calmare le irritazioni alla vescica e come coadiuvante nel trattamento dei calcoli ai reni.


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