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Alimentazione e ayurvedica
Le qualità intrinseche del cibo agiscono direttamente
sul fuoco digestivo dell'individuo: gli alimenti caldi accrescono
il fuoco a disposizione dell'organismo, mentre gli alimenti
freddi lo smorzano (in genere le sostanze acide, salate e piccanti
sono calde, mentre quelle dolci, amare ed astringenti sono fredde).
La scelta del cibo, in grado di fornire un equilibrato apporto
di sostanze all'organismo, dovrebbe basarsi sulla valutazione
di fattori fondamentali, quali le qualità intrinseche dell'alimento,
la sua preparazione, la sua associazione con altri cibi, la
quantità, il clima, la stagione, le regole dell'alimentazione
e la persona.
Le abitudini, lo stile di vita e la dieta determinano la salute
fisica dell'individuo. Le cause responsabili di una cattiva
salute sono:
I. Cibi non idonei alla propria costituzione fisiologica
Secondo l'Ayurveda, ogni individuo è costituito dai tre elementi:
Vata, Pitta e Kapha.
Invariabilmente, in ogni individuo, uno dei tre elementi è presente
in eccesso, questo secondo l'età, la costituzione,la stagione
e il momento della giornata. Non si devono mangiare i cibi che
sviluppano l'elemento già presente in eccesso.
II. L'inquinamento atmosferico, delle acque e del cibo
L'inquinamento atmosferico, delle acque e del cibo sono le cause
principali dell'alto grado dell'elemento Pitta presente nel
80% della popolazione mondiale. Pertanto, indipendentemente
dal tipo di costituzione fisiologica, i cibi caldi di natura
dovrebbero essere consumati il meno possibile.
III. La presenza di Aam
La produzione di una sostanza tossica chiamata Aam è dovuta
ad un metabolismo irregolare, a indigestione (Fuoco digestivo
debole) e a cibi mal digeriti e assorbiti. Aam è una sostanza
appiccicosa, oleosa, spesso fermentata e di cattivo odore.
Lo sviluppo di Aam durante lo svolgimento delle funzioni metaboliche
ostacola lo sviluppo dei tessuti e nel corso del processo digestivo
non permette al corpo di trarre nutrimento ed energia dal cibo.
Se tale condizione permane, Aam provoca colite, dissenteria
e diarrea. Quando si unisce con i 3 dosha ed entra in circolazione
nell'organismo agisce al pari di un veleno, ostruendo tutti
i canali nel corpo e causa debolezza e pesantezza. Inoltre ostruisce
il passaggio normale di Vata provocando emicrania, dolori nel
corpo, coliche addominali, irrigidimento della schiena e delle
anche, sbadigli e stordimento, sete e irrequietezza. A livello
mentale Aam causa irritabilità, depressione, letargia, ecc.
Suggerimenti per controllare Aam:
- Non mangiare mai fino a sentirsi completamente sazi. Sentire
lo stomaco vuoto per un terzo della sua capacità.
- Mangiare solo quando si è completamente digerito il pasto
precedente.
- Consumare i pasti in un ambiente tranquillo.
- Masticare a lungo in modo che l'enzima salivare (ptialina),
preposto alla prima digestione delle sostanze amidacee, svolga
al massimo la sua funzione.
- Evitare di mangiare se non si ha appetito.
- Evitare sforzi prolungati, non eccedere nella vita sessuale
e aspettare almeno 1 ora prima di coricarsi dopo i pasti.
- Di solito, il grano aumenta Aam, quindi si consiglia di mangiare
pane e pasta con moderazione.
Se ne può aumentare il consumo in inverno, essendo il processo
della digestione più attivo, e mangiarli occasionalmente nelle
altre stagioni. Cibi consigliati sono: riso, orzo, verdure,
fagioli moong e lenticchie.
- Un pasto dovrebbe consistere in 50% di verdure cotte, 25%
di legumi e frumento e 25% di liquidi.
- Aggiungere condimenti come zenzero, pepe nero, cannella, cumino,
basilico, aglio, ecc. per aiutare la digestione.
- Evitare un consumo eccessivo di cibo oleoso, pesante, grasso,
dolce, molto freddo, congelato, sofisticato, fermentato, poco
cotto, secco e non fresco.
- Digiunare oppure mangiare solo zuppe quando è presente un
eccesso di Aam.
Aam rende le feci molto appiccicose, unte, semi-solide e pesanti.
IV. Riduzione della produzione di Ojas
Il cibo digerito è convertito nei differenti tessuti attraverso
il processo metabolico. L'Ojas è il "nettare" dei tessuti corporei
(i sette dhatu). E' responsabile dell'energia vitale, dell'entusiasmo,
della forza e del sistema immunitario dell'organismo.
La digestione è influenzata da varie cause dovute all'alimentazione,
abitudini e stile di vita le quali provocano pesantezza dopo
i pasti, rigurgito e flatulenza. Se tale condizione permane
si forma Aam ed una eccessiva formazione di Vata e Pitta. Si
accentuano sintomi di insonnia, stress, ansia, negatività mentale.
I processi digestivi e metabolici sono compromessi e non avviene
il corretto nutrimento dei diversi tessuti. In tal caso si riduce
la produzione di Ojas e di conseguenza il sistema immunitario
si indebolisce.
Suggerimenti per mantenere Ojas:
- Evitare la caffeina e cibi fermentati, fritti, aspri e acidi.
- Si consiglia di mangiare più ghee (burro chiarificato), latte,
zucca e frutta dolce, come meloni, cachi, ecc.
- Evitare associazioni alimentari come latte e pesce, latte
e uova, latte e frutta e latte con cibi salati. Inoltre, cibi
poco digeribili e cibi a basso contenuto nutrizionale.
- Bere alcolici il meno possibile. Il vino aiuta la digestione
se consumato durante o dopo i pasti.
Come aperitivo dà la falsa illusione di appetito. Un' alimentazione
eccessiva produce Aam.
- Se la notte precedente si è dormito per poche ore consumare
pasti leggeri.
- Per indurre il sonno, applicare dell'olio sulle tempie.
- Dieci minuti di meditazione al giorno porta chiarezza nei
pensieri, nelle parole e nelle azioni.
- Avere rapporti sessuali per più di 2 volte alla settimana
provoca l'indebolimento di Ojas.
- Controllare il sentimento di rabbia per migliorare la vita
quotidiana.
Preparazione del cibo
Le qualità degli alimenti possono subire modifiche durante la
preparazione.
Il riso, che per sua natura è leggero, lo diventa ancora di
più quando è arrostito in padella e diventa riso soffiato; al
contrario, la farina di riso soffiato può essere resa più pesante,
riducendola a palline e friggendola.
Il latte diventa più leggero se riscaldato con l'aggiunta di
spezie come lo zafferano, ed il riso diventa più pesante se
cotto con il latte.
Il miele, che è una sostanza con potenza calda, non dovrebbe
mai essere cotto o semplicemente riscaldato, perché questi processi
contribuiscono ad aumentarne il calore.
Il criterio base della cucina indiana è quello di prevenire
i possibili effetti collaterali degli alimenti attraverso opportuni
accorgimenti nella preparazione e nella cottura. Spesso il pesce
è cucinato con i semi di finocchio o con il latte di noce di
cocco, oppure condito con il succo di limone, per raffreddarlo
e ridurre così le probabilità che aggravi pitta (calore corporeo).
Normalmente, nella preparazione dei fagioli sono usati anche
altri ingredienti, come l'olio, sostanze acide come il tamarindo,
e spezie come lo zenzero e l'aglio, che prevengono possibili
alterazioni della forza vata (aria)
Talvolta, le sostanze necessarie a neutralizzare l'effetto di
un certo alimento si trovano in altre parti della stessa pianta;
per esempio, il nocciolo, freddo ed amaro, del mango compensa
il frutto, dolce e caldo.
In generale, devono essere evitati gli alimenti troppo cotti,
troppo crudi, bruciati, di sapore cattivo, acerbi o troppo maturi,
putrefatti, stantii o per altre ragioni disgustosi. Le spezie
si dovrebbero sempre usare fresche. Come abbiamo detto, la refrigerazione,
ed in generale, tutti i processi di conservazione, rendono gli
alimenti più pesanti. I cibi avanzati vanno riscaldati, anche
se è sempre preferibile evitare di mangiarli, e sono sconsigliate
le pietanze fredde e l'acqua ghiacciata.
Deve essere scelto con cura anche il contenitore in cui sono
conservati i cibi, per esempio, conservando l'acqua in un vaso
di rame, come è usanza in molte parti dell'India, nel giro di
quattro o sei ore sono eliminati tutti i batteri; analogo risultato
s'ottiene utilizzando contenitori d'argento. Al contrario, si
sconsiglia di cucinare e conservare i cibi in vaschette d'alluminio.
I cibi crudi sono più "vivi" di quelli cotti, il loro prana
(energia vitale) resta più integro, ma spesso sono più difficili
da digerire e possono provocare squilibri dell'organismo. Per
esempio, molte brassicacee, fra cui la rapa, il cavolo, i semi
di soia, contengono sostanze dette progoitrine che, in caso
d'eccessivo consumo delle verdure crude, possono provocare una
malattia detta "gozzo da cavolo", che si può invece evitare
cuocendo le verdure. Soltanto le persone dotate di un fuoco
digestivo straordinariamente forte possono permettersi di adottare
un regime alimentare a base di soli cibi crudi.
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